FORMAZIONE E GIOVANI

 “Scuole e università: liberarsi di vecchie formule e riconoscere le forme implicite di rifiuto”

L’investimento capitalistico prende la formazione come importante avamposto per la sua ristrutturazione e riproduzione. Il costo di queste è scaricato verso il basso, sui soggetti in formazione, ormai senza nemmeno una promessa-menzogna emancipativa. Produrre troppo, pagare troppo, per avere poco in cambio in termini di libertà, possibilità, risorse per la riproduzione materiale della propria esistenza.
Dai tradizionali luoghi di formazione (scuole, università) questa ipotesi si dispiega anche su terreni “nuovi” come quello della formazione attraverso il campo della comunicazione, i social network e agenti formativi privati e non istituzionalizzati che oggi hanno molteplici forme e scopi (formazioni lavorative, master, corsi di aggiornamento) e creano l’idea di una formazione-senza-fine. In questo panorama uno dei terreni di indagine è sicuramente quello della tecnologia, usata in funzione di un rafforzamento del controllo, del merito e dell’impoverimento soggettivo.

Conoscere il nemico, capirne il funzionamento e liberarci di vecchie formule che non tornano più è uno dei passaggi da fare.  Ipotizzare dei nodi da attaccare, riconoscere le forme implicite e nuove di rifiuto e possibile conflitto per farlo esprimere è uno dei primi obiettivi del lavoro che vogliamo cominciare.

A questo scopo proponiamo alcune domande che possono guidare in parte il nostro lavoro.

Quali sono oggi i campi della formazione, cioè quelli dove il capitalismo investe per la formazione di una soggettività aderente ai fini sistemici? Quali sono oggi gli agenti formativi?

Oggi le istituzioni formative ricoprono il ruolo di mediatori fra investitori e utenza, dove l’investitore accumula occupando spazi della riproduzione abbandonati dall’istituzione. Quali sono questi spazi della riproduzione e della formazione occupati? Dove gli investitori accumulano? Come attaccarli?

Quali fattori, interni ed esterni agli istituti formativi, intervengono nella definizione dello studente tipo e a quali ruoli sistemici e funzioni gli è chiesto di rispondere e adattarsi?

Il valore della merce sapere è inflazionato. Eppure c’è una forte concorrenza per competere sul mercato acquisendo competenze, conoscenze, capacità. Ci ritroviamo ad avere a che fare con dei soggetti in continua formazione che acquistano a caro prezzo una merce di poco valore, e sono stressati nella ricerca di valorizzazione. Come rapportarci a questa realtà e a queste soggettività per cercare di rompere questo meccanismo?

Come analizziamo il ruolo della tecnologia nella formazione? Come quello della comunicazione e dei social network?

Quali sono i comportamenti di rifiuto della componente giovanile contro il panorama formativo proposto? Quali sono le possibilità di organizzazione?

13 APRILE Ore 16  Chiostro San Domenico, piazza Tommaso Campanella, Cosenza